domenica 2 settembre 2012

Suite Francese

Innanzitutto Grazie alla mia zia Lucia per avermi prestato questo libro e avermelo consigliato. Come mi aveva detto, contiene descrizioni di paesaggi, di scorci e ambienti davvero romantici e "rasserenanti".
Però ci sono anche tante storie in questo romanzo... tanti punti di vista che si intrecciano, non si fa in tempo ad affezionarsi ad un personaggio che incontra sulla sua strada qualche avventura e poi si può cogliere il punto di vista dell'altro e cambiare ancora via di seguito con altri gruppi familiari più o meno numerosi.
E' un po' come fare un campionamento casuale in un gruppo di persone e osservare cosa accade e come si collega con gli altri appena osservati.
Solo nella seconda parte del romanzo ci si ferma sulla storia di Lucile e del tedesco che occupa la sua casa. Anche in questo caso, però, pur avendo a che fare con meno personaggi, dal punto di vista quantitativo, si affrontano tanti punti di vista, tante emozioni anche contrastanti, momenti in cui si sente "pesare" il contesto storico e sociale misti ad altri momenti in cui ci si potrebbe trovare ovunque in qualsiasi momento.
Tanti i livelli di riflessione, da quello romantico a quello sociale e politico, passando per l'analisi storica e biografica dell'autrice. Il romanzo non ha una vera e propria conclusione, rimane un'opera incompiuta perchè l'autrice viene deportata in un campo di concentramento.
Il marito la definisce "una ebrea che non ha mai scritto contro i tedeschi" per tentare di liberarla. Non funziona. Non che non sia vero, Irène è veramente una ebrea che non scrive male dei tedeschi, ma una volta imprigionata, non avrà scampo.
Comunque la sua scrittura è obiettiva, a tratti addirittura crudele nel descrivere le piccole meschinità in cui certamente si incappa in tempi di guerra, di carestia, di panico e di crisi. Un ottimo campionario di varia umanità.



giovedì 26 luglio 2012

Il circo della notte

FANTASTICO!
Un libro stupendo, magico, avvincente, che non finisce mai...
Mi piacciono questi stili di scrittura, con qualche colpo si scena, il giusto romanticismo, tante emozioni e un po' di mistero. Un libro da scoprire, proprio come il circo, offre tanti spunti, tante attrazioni.
La magia è un trucco o è proprio magia ma preferiamo pensare che non esista per non doverla temere?
E poi i ritorni ciclici, rassicuranti, in cui i personaggi si riconoscono perchè compiono le stesse azioni, si presentano nelle medesime occasioni, le abitudini a cui siamo tanto legati che ci danno tanta tranquillità. La continuità che perdura da individuo a individuo, di padre in figlio, anche senza un vero legame di sangue, per il  solo fatto di condividere un mondo sul quale si passeggia tutti alla ricerca dell'attrazione che ci emoziona di più.
"Ti saluta con un gesto della mano, un gesto misurato e amichevole, per assicurarti che tutto va bene. (...) Che ti trovi esattamente nella posizione di molti altri prima di te, sotto le stelle già evanescenti e le luci scintillanti".
Che bello essere un mago, una illusionista o forse una contorsionista, una cartomante, un trapezista... che bello poter leggere il passato per raccontare storie o il futuro per guidare gli eventi... che bello poter essere un rèveurs che insegue "le cirque des rèves"!
"Sei nel posto giusto al momento giusto, e te ne importa abbastanza per fare ciò che è necessario. A volte basta questo".
E poi la storia d'amore!!!! Mi ha rapito. E in parte mi ha riportato a un passato in cui qualcuno mi rapì allo stesso modo, togliendomi il fiato.
"Tutt'intorno l'aria turbina in tempesta, spalancando le porte a vetri del giardino in un fluttuante viluppo di tende"
Assolutamente da leggere!
Per chi ne avrà nostalgia dopo la lettura segnalo il sito www.ilcircodellanotte.it con qualche contenuto interessante (l'indovina, per esempio che legge i tarocchi!).
Grazie a Scrappy-doo che mi ha consigliato e prestato questa meraviglia letteraria!



martedì 17 luglio 2012

Leader di te stesso

Un altro libro di "lavoro" ?!?!?!
Ma no... questo l'ho letto per farmi una "americanata". E Roberto Re non mi ha deluso.
A dirla tutta, poi, mi è anche piaciuto, mi ha dato spunti interessanti per pianificare e organizzare il lavoro, per credere un po' di più che la strada che ho scelto, pur costantemente in salita, è quella giusta. Nonostante la fatica e le incertezze. Perchè è quello che mi piace, non la fatica e le incertezze, ma il lavoro che faccio.
Mi sento una privilegiata, alla fine, perché faccio una cosa che mi piace.
Beh, gli spunti valevano anche per la vita "altra", cioè oltre al lavoro... ma ho sapientemente evitato, o meglio non ho approfondito più di tanto.


mercoledì 27 giugno 2012

Acqua in bocca

Fantastico! Camilleri e Lucarelli che "interpretano" due personaggi stupendi intrecciando una storia breve ma mozzzafiato!
Un po' surreale a vederla poi, a sangue freddo, ma comunque coinvolgente.
Non ci si può sprecare in commenti... è solo da leggere! Possibilmente tutto d'un fiato!
Consigliatissimo!!!


Il secolo imprevedibile

Ecco un libro molto entusiasmante durante la lettura, ma che una volta finito non si fa ricordare.
Mettiamo pure che il mio livello di attenzione alle complesse dinamiche espresse nel testo, possa non essere stato sempre adeguato. Ma così come mi è venuta voglia di sottolineare dei passi mentre lo leggevo, dopo qualche giorno, non mi ricordavo i principi che avevo sottolineato con tanta lena.
Che sia un principio di Alzheimer? Per ora preferisco pensare che si tratti di un gran bel libro, forse un po' troppo complesso per il momento del "pre-sonno". Gli andrebbe dedicato un momento in cui la concentrazione possa essere più sostenuta.
L'autore parla di crisi economica mondiale, ne parla in tempi non sospetti, quando era appena scoppiato il caso dei mutui negli stati uniti, qualche anno fa, e fa una riflessione molto accurata e molto importante su come si potrebbe interagire con questa situazione per farla evolvere e non avvitarci soltanto nella spirale negativa della finanza.
Il suo discorso è ricco di esempi, di casi analizzati, di dati di ricerche da cui trarre lezioni importanti non tanto su cosa fare, ma su come fare. Questo è stato forse l'elemento che mi ha convinto di più.
L'idea che non ci sia qualcuno che ci debba dire cosa dobbiamo fare, quali azioni intraprendere, ma come alcune modalità di pensiero e di azione possano essere più utili per affrontare il momento ognuno nel suo contesto. Fornisce quindi momenti di metacognizione, non ricette di risoluzione.
Il messaggio finale è uno sprone all'azione creativa, alla coltivazione di sogni e alla loro realizzazione (i miei preferiti!) allo spostamento del punto di vista per poter cogliere le molteplici sfaccettature degli eventi.
Adoro questo libro! Consigliato vivamente!

anonimo_senza titolo

Lo ammetto, il lungo silenzio di questi mesi non era solo dovuto al fatto che ho letto libri di "lavoro", ma anche al fatto che su alcuni ho dovuto riflettere sull'opportunità di dire quello che pensavo.
Mi spiego meglio, ad un certo punto mi sono chiesta: "Questo libro non mi è piaciuto, lo descrivo ugualmente sul blog?" La prima risposta che mi sono data è stata: "Certo, perchè censurare una cosa solo per una opinione personale... se accettiamo le differenze individuali e la libertà di pensiero..."
Poi ho riflettuto anche sul fatto che comunque il mio parere potrebbe essere travisato da una mia incapacità di cogliere più approfonditamente alcuni contenuti e quindi il mio parere "limitato" potrebbe influenzare altre persone nella scelta della lettura o meno di un certo libro.
D'altra parte se una persona si lascia influenzare dal parere di un altro nella scelta di un libro da leggere e soprattutto nel giudizio che ne dà, sarebbe triste pensare che dopo la prima lettura da parte di qualcuno gli altri si uniformerebbero al suo giudizio...
Mi vengono in mente i filosofi greci dello scetticismo... Sesto Empirico concluderebbe dicendo che a questo punto "occorre sospendere il giudizio".
Farò così. Sospendo il giudizio e scrivo perchè non mi ha convinto il libro che ho letto... ma non vi dico il titolo nè l'autore.... (vigliacca!)
Si tratta di un libro che parla di scuola, scritto da un insegnante di scuola superiore. Non c'è una vera trama, si tratta di una serie di osservazioni che, partendo da aneddoti accaduti in classe, favoriscono la riflessione su alcuni argomenti (gli adolescenti, le relazioni, i ruoli di insegnante e studente, il bullismo, la tecnologia ecc.).
Alcune elaborazioni mi sono piaciute e anche tanto (incredibilmente a questo libro ho fatto anche delle "orecchie", per rintracciare più facilmente alcuni passi che credo mi saranno utili come esempi), ma al contrario altre osservazioni non mi hanno convinta per niente, mi sono sembrate superficiali, scontate, populiste, poco attente al mondo delle relazioni giovanili.
Beh, a causa di ciò, la sensazione finale è negativa. Peccato.

I sei pilastri dell'autostima

Come sono arrivata a leggere libri di "lavoro" anche prima di addormentarmi?
Vabbeh, questo meritava di essere letto. Me lo aveva consigliato una collega (grazie Elisa!!) ed  effettivamente ricco di spunti molto positivi. Un po' ha rinforzato il mio modo di intendere alcuni principi per la mia professione e in parte mi ha dato nuove idee su cui riflettere.
Presa dall'entusiasmo (come mi capita spesso) ho iniziato il programma che lui imposta con delle frasi da completare, diverse per ogni settimana... il programma dura 30 settimane... io ho resistito fino alla 5^.... (!?!?!?) Scandaloso.
In sè il programma è proprio bello, ma credo sia necessaria una motivazione più alta della mia attuale e una persona con cui confrontarsi e analizzare gli elementi che emergono dalle frasi completate. Strutturato così, cioè come una terapia di supporto, è un ottimo strumento da cui si possono ricavare veramente buonissime elaborazioni e generalizzazioni.
Consigliatissimo quindi anche per chi non è un professionista della salute o del benessere, ma eviterei di seguire il programma "in solitaria" perchè si rischia di perdere una occasione per fare chiarezza e per uscire un po' dalle convinzioni e interpretazioni "solite" che ci diamo già da soli ad alcuni comportamenti propri ed altrui ( seppur le capacità di introspezione personale possano essere molto spiccate, diventano a lungo andare un po' semplicistiche).