mercoledì 27 giugno 2012

anonimo_senza titolo

Lo ammetto, il lungo silenzio di questi mesi non era solo dovuto al fatto che ho letto libri di "lavoro", ma anche al fatto che su alcuni ho dovuto riflettere sull'opportunità di dire quello che pensavo.
Mi spiego meglio, ad un certo punto mi sono chiesta: "Questo libro non mi è piaciuto, lo descrivo ugualmente sul blog?" La prima risposta che mi sono data è stata: "Certo, perchè censurare una cosa solo per una opinione personale... se accettiamo le differenze individuali e la libertà di pensiero..."
Poi ho riflettuto anche sul fatto che comunque il mio parere potrebbe essere travisato da una mia incapacità di cogliere più approfonditamente alcuni contenuti e quindi il mio parere "limitato" potrebbe influenzare altre persone nella scelta della lettura o meno di un certo libro.
D'altra parte se una persona si lascia influenzare dal parere di un altro nella scelta di un libro da leggere e soprattutto nel giudizio che ne dà, sarebbe triste pensare che dopo la prima lettura da parte di qualcuno gli altri si uniformerebbero al suo giudizio...
Mi vengono in mente i filosofi greci dello scetticismo... Sesto Empirico concluderebbe dicendo che a questo punto "occorre sospendere il giudizio".
Farò così. Sospendo il giudizio e scrivo perchè non mi ha convinto il libro che ho letto... ma non vi dico il titolo nè l'autore.... (vigliacca!)
Si tratta di un libro che parla di scuola, scritto da un insegnante di scuola superiore. Non c'è una vera trama, si tratta di una serie di osservazioni che, partendo da aneddoti accaduti in classe, favoriscono la riflessione su alcuni argomenti (gli adolescenti, le relazioni, i ruoli di insegnante e studente, il bullismo, la tecnologia ecc.).
Alcune elaborazioni mi sono piaciute e anche tanto (incredibilmente a questo libro ho fatto anche delle "orecchie", per rintracciare più facilmente alcuni passi che credo mi saranno utili come esempi), ma al contrario altre osservazioni non mi hanno convinta per niente, mi sono sembrate superficiali, scontate, populiste, poco attente al mondo delle relazioni giovanili.
Beh, a causa di ciò, la sensazione finale è negativa. Peccato.

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